
Fino al 17 febbraio 2010 a Ivrea (Torino) -
Si è aperta il giorno dell’Epifania l’Edizione 2010 dello Storico Carnevale di Ivrea per concludersi martedì 16 febbraio. Come ogni anno molti i momenti importanti oltre alla celebre e conosciuta in tutto il mondo battaglia delle arance.
Non può esserci Carnevale senza tradizione culinaria che fa parte a tutti gli effetti del complesso meccanismo festoso e mangereccio.
I fagioli grassi sono certamente il piatto che meglio rappresenta la lunga tradizione gastronomica legata al Carnevale: un piatto semplice, di chiara origine contadina, ricco di ingredienti prelibati.
La tradizione delle fagiolate benefiche risale al Medioevo, quando razioni di fagioli, bene prezioso nell’alimentazione dei popolani, erano distribuite dalle Confraternite eporediesi ai poveri.
La terzultima domenica di Carnevale (31 gennaio) appuntamento con "Scoprire i sapori del territorio", punto di ristoro ed esposizione dei prodotti locali di qualità. Distribuzione dei fagioli grassi presso le Fagiolate di Bellavista (viale Kennedy) e San Giovanni (piazza Boves).
Ristorante in piazza: sotto i portici di piazza Ottinetti si gustano agnolotti alla canavesana, minestra di trippa e fricandò, proposti dal pastificio artigiano Il Castello di Caravino (Maestro del Gusto) e dalla Locanda dell’Orco di Rivarolo (Osteria Slow Food). Vini dell’Enoteca Regionale della Provincia di Torino.
La penultima domenica di Carnevale (7 febbraio): Distribuzione dei fagioli grassi presso le fagiolate di Montenavale, Cuj dij Vigne (ristorante Modina), San Pietro Martire (ristorante La Rava e la Fava) e Torre Balfredo (via Borghetto ore 10.30).
Giovedi 11 febbraio: degustazione e distribuzione Fagiolata di Cuj d'via Palma.
Venerdì 12 Febbraio: in collaborazione con Slow Food Canavese Convegno e dibattito "Merluzzo, Baccalà e Stoccafisso nella tradizione della cucina italiana" (Sala Cupola Centro Congressi la Serra - Ivrea corso Botta). Interventi di Luciano Bergesio, direttore del settimanale telematico La cultura del Cibo e Gianni Caprioglio, Doge della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato di Venezia, Convivio all’Istituto Alberghiero F. Prat di Ivrea.
I veri grandi piaceri della vita, si sa, sono quelli che durano a lungo. Tra i massimi piaceri, per chi lo sa apprezzare, c’è quello di preparare con cura e pazienza un grande piatto della tradizione gastronomica italiana: il merluzzo.
Domenica 14 febbraio: interessanti appuntamenti sin dal mattino, con le tradizionali fagiolate - distribuzione dei fagioli grassi presso le Fagiolate del Castellazzo (piazza Maretta), San Lorenzo, via Dora Baltea e San Bernardo piazza della Chiesa.
Mercoledì 17 febbraio ore 11 tradizionale distribuzione di polenta e merluzzo organizzata dal Comitato della Croazia Polenta e Merluzzo in piazza Lamarmora.
POLENTA E MERLUZZO
Tipico piatto di magro con il quale il Mercoledì delle Ceneri si inizia l’austero periodo quaresimale. Questa tradizione risale alla seconda metà del Cinquecento con la controriforma effettuata dalla Chiesa Cattolica che decretò l’osservanza della Quaresima, il mangiare magro il venerdì e nelle vigilie. In Ivrea questa ricorrenza veniva celebrata nei vari rioni per iniziativa di gruppi di cittadini che cucinavano polenta accompagnata da merluzzo e cipolle nei propri rioni, così come avviene ancora oggi per le fagiolate. Al termine della seconda guerra mondiale il Comitato della Croazia fece sua questa iniziativa conferendole un carattere benefico.
Polenta e merluzzo in numeri:
1.000 kg di merluzzo sottosale (Baccalà)
1.000 kg di cipolle
250 lt di olio di semi di girasole
10 paioli di rame da 150 lt cad di acqua per la preparazione della polenta
15 persone per sbucciatura delle cipolle (da lunedì 8 febbraio)
30 persone per la cottura delle cipolle e del merluzzo (dal primo mattino di lunedì 15 febbraio a martedì 16 a mezzogiorno)
40 persone per la distribuzione
FAGIOLATE
La tradizione delle fagiolate benefiche risale al Medioevo, quando razioni di fagioli, bene prezioso nell’alimentazione dei popolani, erano distribuite dalle Confraternite eporediesi ai poveri.
Si narra inoltre che, una volta all’anno, i Signori di Ivrea usassero distribuire alle famiglie più povere legumi e fagioli secchi, consentendo l’utilizzo gratuito dei forni per la cottura: uniche concessioni tra infinite tasse che riducevano il popolo alla fame.
E gli affamati, ma fierissimi abitanti di Ivrea, preferendo il digiuno all’accettazione di questa elemosina, li gettavano sul selciato per le strade della città: così i fagioli, in ricordo dell’antico tiranno, sono entrati nelle vicende dello Storico Carnevale di Ivrea.
Con l’evolversi del tempo le fagiolate si sono trasformate assumendo un’impronta festaiola che risponde alla logica carnevalesca, ma è rimasto immutato il loro intento popolare. La Fagiolata del Castellazzo è l’unica che si fregia del titolo di benefica.
Le fagiolate in numeri:
7.100 kg di fagioli
2.300 kg di cotenne
3.900 kg. di cotechini
400 kg di zampini
600 kg di ossa di maiale
300 kg di lardello
400 kg di cipolle
150 pentoloni di rame.
| Riferimento: Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea | ||
| Antico Palazzo della Credenza, Ivrea (Torino) | ||
| Tel:+39 0125 641521 | Cell: | Fax: |
| Sito web: visita ora | ||
| Riferimento: Città di Ivrea | ||
| Piazza Vittorio Emanuele, 1 - Ivrea (Torino) | ||
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