












Il 22 e 30 gennaio 2011 a Giaglione (Torino) -
Anche quest'anno in occasione della Festa di San Vincenzo il tradizionale rito della Danza degli Spadonari che attraverso i gesti compiuti con l'arma simboleggia la rinascita della natura sotto la coltre del gelo.
Questi ultimi, sono quattro danzatori che si esibiscono nel virtuosismo della spada, indossando il caratteristico costume il cui elemento più interessante è il particolarissimo cappello di forma ovale, ricoperto di fiori e da cui si diramano dei nastri colorati che scendono lungo la schiena.
Gli spadonari sono accompagnati da tre coppie di donne di età differente (giovani e nubili, Priore di Santa Caterina; donne sposate con figli; Priore del Sacro Cuore; anziane, Priore di San Vincenzo), le quali, a loro volta, sono precedute da una struttura alta circa due metri, ricoperta di fiori e contenente una grossa forma di pane.
Il corteo è accompagnato dalla Statua del Santo e dal suo reliquiario, mentre la banda suona festosamente quattro marce: Normal (normale), Basulen (di Bussoleno), Stekàe (staccate) e, per finire, Venusensa (di Venaus) che è la base musicale che accompagna il rientro degli Spadonari alla fine delle danze sul sagrato della chiesa.
Dopo la messa, i danzatori si esibiscono in quattro danze: il Saluto, la Karàe (quadrata), Lu kor an din (il cuore dentro) e Lu kor en fora (il cuore fuori). Le ultime due, dette anche Krweisàa (incrociata) e Man (mano), hanno nella spada il soggetto principale del loro sviluppo coreografico.
La manifestazione fa parte degli eventi in calendario nella stagione 2010/2011 della rassegna "Chantar l'uvern" frammenti di cultura occitana e franco-provenzale che si propone di sostenere e valorizzare eventi tradizionali locali, di far conoscere i differenti aspetti della cultura dei territori attraverso musiche, spettacoli teatrali, concerti, convegni, conferenze e serate tematiche.